IL MALATO IMMAGINARIO

Il malato immaginario è l’ultima e tra le più belle commedie composte da Moliére, morto durante la quarta replica della piéce nel 1673. Rappresenta quindi una sorta di testamento della commedia da parte dell’autore il quale dietro il solito espediente dei personaggi farseschi affronta temi sempre attuali ma soprattutto dal grande spessore intellettuale: la condanna della medicina in un secono come il XVII, refrattario alle nuove scoperte della scienza e arroccato su posizione reazionarie e oscurantistiche. Ad una medicina inefficace viene opposta la Natura, l’unica che sappia porre rimedio allo stato anormale provocato dalla malattia.
Importante sottolineare che, anche in questo suo ultimo capolavoro il grande artista seppe fare di un elemento esteriore, l’ossessione per la malattia appunto, rappresentato da purghe, clisteri e salassi, un microsegno di una più profonda malattia dello spirito, senza mai tuttavia rinunciare ai vigorosi meccanismi del comico in una delle più “terenziane” delle commedie.
Argante, uomo per metà giusto e per metà sbagliato, mette in moto i meccanismi del riso e del divertimento entrando in frizione con due mondi diversi, con due strutture mentali diverse, che si fronteggiano nella sua casa a seconda che i personaggi appartengano a una tipologia o ad un’altra: da una parte dottori tronfi e ignoranti, giovani presuntuosi e reazionari, donne avide e ipocrite; dall’altra giovani onesti e moderni servi disinteressati e pieni di buonsenso, individui ragionatori e progressisti.
Trattare un tema come l’ipocondria porta inevitabilmente ad intervenire sul testo e sulla regia con delle trovate nuove, moderne. Quando l’autore pensò a questo “malato” lo pensò con la sua modernità proprio come noi, oggi, pensiamo alla nostra. Inevitabilmente dunque la messa in scena è un “ritorno al futuro”, dove la figura di Argante, integra nei modi e nel linguaggio, avrà un contorno più vicino ai nostri giorni per sottolinearne l’attualità in un tempo che passa ma non cambia i rapporti. Argante vive nel suo mondo, cui da forza una scenografia laddove ruotano gli altri personaggi.
La scelta de “Il malato immaginario” è una scelta quasi istintiva. Un cavallo di battaglia di Salvo Saitta che in 53 anni di attività ha saputo centellinarne le messe in scena arrivando oggi alla quarta, esilarante, versione con incredibile freschezza figlia di un adattamento che è il pubblico stesso a suggerire, spoglio di orpelli e più diretto che mai.
EDUARDO SAITTA

IL MALATO IMMAGINARIO – Maggio/Giugno 2019
Turno AZ Giovedì 23/5 ore 21 – Turno Prime Venerdì 24/5 ore 21
Turno A Sabato 25/5 ore 18 – Turno C Domenica 26/5 ore 18
Turno E Giovedì 30/5 ore 18 – Turno AZ2 Venerdì 31/5 ore 18
Turno B Sabato 1/6 ore 21 – Turno D Domenica 2/6 ore 18

 

Info e prenotazioni: 329 45 39 290