Stagione 18-19

PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

La commedia, che trae spunto da un classico del Teatro Napoletano, mostra ancora oggi elementi di estrema attualità. La carrellata di personaggi maschili e femminili mette in evidenza caricature più o meno delineate di una società, che seppur diversa nei costumi e negli stili di vita, si ripropone in quelli che sono i propri tratti tipici. Una commedia divertente, ma anche appassionata, poiché è proprio il racconto della “passione” e dell’amore rispettoso che Giovanna ha verso il padre, le sorelle, la casa, la sua capacità di sacrificare se stessa per i suoi famigliari, che permette a questo personaggio di “zitella”, angelo della casa e preferita del padre, di assurgere agli occhi di tutti allo status di ”donna importante”.

LE SORELLE SCIPIONE

Le sorelle Scipione sono due “animelle” in cerca di marito che se non fosse per il loro aspetto esteriore, a dir poco brutto, per le loro ricchezze farebbero gola all’intero paese. Nessuno è disposto a sacrificare la propria esistenza per il vil danaro tanto che Pasquale, noto in paese per aver combinato i migliori matrimoni, trova non poche difficoltà nel reperire due mariti per le due sorelle. Ma un giorno, l’illuminazione. In casa di Pasquale vive quasi dalla nascita Filippo, un uomo buffo di circa quarant’anni che crede fermamente di essere il figlio di pasquale, ma che quest’ultimo non glielo abbia mai rivelato; Filippo è continuamente spronato ad osservare meglio una delle sorelle ed a convincersi che prima o dopo sarebbe meglio sposarne una piuttosto che rimanere solo al mondo. Ma Filippo è duro a mollare, ma davanti alla scoperta della cospicua dote della quale entrerebbe in possesso, convince l’amico Angelo a mettere gli occhi su una delle sorelle per trovare così una sistemazione a vita. La commedia ispirata ad una delle opere più rappresentate di Luigi Capuana, Il Paraninfo, rappresenta appunto la riscrittura di un classico, l’adattamento di un testo che da un taglio “moderno2 al Teatro popolare siciliano.

OCCHIO AL BUCO DELLA SERRATURA

Chi da piccolo sogna di fare l’attore, ha la tendenza a rubare il mestiere, a scorgere i grandi artisti dalla quinta, da una fessura tra un pannello e l’altro di una scenografia, mentre costruiscono e danno vita ai loro personaggi. Spiare ed apprendere, per poi studiare e fare. In occhio al buco della serratura, Eduardo Saitta svuota il suo bagaglio regalando al pubblico aneddoti vissuti in 28 anni di carriera, pezzi di Teatro, duetti e tanto divertimento, trascinando il pubblico in una dimensione resa unica grazie a quella magia di cui è capace solo il Teatro

NON SI SA COME

Quello del Conte Daddi è un delitto che tutti noi, in forma più o meno grave abbiamo compiuto. Quante volte ci si è rimproverati di un atto irriflesso, di cui percepivamo le conseguenze e che pure abbiamo compiuto? E da quell'atto, sul momento senza un preciso senso, ne sono venuti esiti che segnano la vita per sempre. Perché l'abbiamo fatto? Chi o cosa ci ha spinto a farlo? Non sono stato io a decidere con piena volontà eppure io ne pago le conseguenze. Ci sono dunque due io dentro di noi ed uno è nemico dell'altro. Il Conte Romeo Daddi, personaggio serio e rispettabile, è molto innamorato della moglie ed è buon amico di Giorgio Vanzi, eppure gli accade di tradire l'amicizia e la moglie con Ginevra, amica di famiglia e moglie di Vanzi. Non è stato, il suo, un innamoramento, di cui potrebbe anche giustificarsi, ma un atto istintivo che, non si sa come, l'ha portato a fare quello che ha fatto.

OSCAR…UN MARITO PER DUE

Un ex mafioso decide di cambiare vita e dare un futuro migliore alla sua unica figlia. Rinunciare al benessere, ai soldi facili, alla vita da “principe” non lo sconvolge più di tanto, ma non è così facile. Infatti Nico però non riesce a dare subito la svolta che vorrebbe nonostante la buona volontà, le ripetizioni di Italiano e le innumerevoli meditazioni per tenere a bada il suo istinto. Non a fare a meno dei suoi due buffi “gorilla” incapaci perfino di tenere d’occhio una borsa piena di gioielli che rappresenta la sua ultima “operazione” prima di appendere la malavita al chiodo. Tutta la commedia fa leva sul matrimonio della figlia e sull’affare non tanto pulito dei gioielli regalando al pubblico due ore di risate.

IL MALATO IMMAGINARIO

Storia nota al pubblico avvezzo al teatro d’autore ed insieme alla storia è noto anche il suo protagonista, Argante. Un uomo al “servizio” della medicina, un ipocondriaco capace di spendere tempo e danari per la prevenzione delle sue fantomatiche Malattie. Un padre che tenta perfino di dare in sposa la figlia ad un giovane medico, non curandosi della sofferenza e della volontà della giovane ragazza, innamorata invece di un simpatico e spronto suo coetaneo, che si finge professore di Italiano pur di introdursi in casa sua con la scusa di darle ripetizioni. Ma sappiamo che l’amore ha sempre trionfato nel genere classico e specie in quello della commedia moliériana, adattata per un Salvo saitta che del suo “malato” riesce a farne un capolavoro di comicità.